Crosia (CS)

Kruseon o Kruseia, Chrysea, Crisia, Terram Curisiam, significa  terra dell’oro o rimanda a alla moglie di Enea?

Queste dissertazioni le lasciamo a chi anima un vivido filone locale  di appassionata ricerca. A noi interessa  presentare Crosia nella sua evoluzione antropologica all'interno di un ambiente dalle condizioni instabili.

Si estende tra il mare Ionio e una fascia di basse e morbide ondulazioni, profilandosi come un’esigua cimosa pianeggiante che costeggia l’ultimo tratto del percorso del fiume Trionto, prima che questo giunga a versare le sue acque nello splendido mare Ionio.   

Crosia è caratterizzata dal tipico paesaggio mediterraneo, dove si dispiega la più rigogliosa varietà della vegetazione meridionale.

Posta strategicamente tra Sibari e Crotone, Crosia risentì della rivalità mercantile tra le due antiche città, dei loro conflitti politici e delle loro spinte autonomistiche. Subì le angherie di una arretrata politica baronale e le conseguenze di una perdurante mentalità medievale ancora rintracciabili, per alcuni versi, nel “ comune sentire”.

Le sue origini sono da attribuirsi sicuramente ad un piccolo nucleo originario che fondava la sua esistenza su esercizi pastorali e su una primitiva agricoltura itinerante che a poco a poco portò alla costituzione di un esiguo aggregato politico.

Fu a lungo colpita da  una calamità  che per l’ampiezza e la continuità della sua azione, più che calamità naturale, è giusto definire calamità storica: la malaria, a cui le condizioni climatiche diedero agio di diffondersi ampiamente e che, probabilmente ne segnò il destino di terra abitata da una popolazione avvezza agli stenti.

Terra di emigranti, a lungo rimase sotto il giogo di una povertà vecchia di secoli.

Un’ampia e benefica operazione di bonifica e gli effetti della riforma agraria hanno aperto al lavoro umano quest’area  rimasta per secoli nella desolazione.

Crosia ha conosciuto un nuovo e significativo impulso a seguito di un rimescolio interno che ha portato intere  famiglie, e, in modo particolare elementi giovani, a lasciare l’ambiente chiuso dei monti  verso il litorale ionico, risanato e  in buona parte affrancato al baronaggio.

Tale sciamata proveniente dai monti  ha dato il carattere alla intelaiatura economica del territorio crosiota, essenzialmente rurale, caratterizzata dalla presenza di qualche oleificio e dalla lavorazione degli agrumi.

Oggi Crosia  si qualifica come un territorio che trae la sua forza dalla terra e dal mare.

La risorsa più preziosa sono sicuramente gli uliveti che dominano paesagisticamente  l’ambiente, con la statura imponente degli alberi  e le late chiome di argento che svettano altissime.

Altra coltura di pregio per la piccola Crosia è sicuramente l’agrumeto che dà vita ai cosidetti “ giardini “, brevi oasi dal verde cupo  anche d’estate e caratterizzati da un forte e pregnante profumo.

Singolare e peculiare della zona è la bachicoltura per la quale mantiene il primato nel Mezzogiorno.

La risorsa nascente è sicuramente  dovuta alla vocazione turistica di Crosia che timidamente si affaccia verso una produttiva imprenditoria turistica.

La Crosia dei nostri giorni è animata da correnti umane aperte a novazioni radicali, operose a divulgare una vitalità moderna fra le maglie strette di una società “ paesana “ patriarcale che è stato difficile sradicare del tutto  e che è il retaggio di secoli di sciagure di dominazioni diverse e di calamità naturali che hanno lasciato Crosia nella povertà e nella desolazione sociale.

Prof.ssa Ornella Campana

Mirto fraz. di Crosia (CS)

Il Comune di Crosia è composto dalle frazioni di Mirto e Sorrenti e dalle contrade Fiumarella e Pantano.

Circa 5 secoli fa Mirto era la masseria fortificata, detta Castello, che dall'alto della sua collina dominava il mare e la pianura di uliveti. Sulla costa c'era il Convento dei Domenicani e l'altare dedicato a San Benedetto era rivolto verso la strada principale che collegava Sibari e Crotone. Negli anni 40 del secolo scorso, Mirto assumeva la caratteristica di un piccolissimo borgo con pochissime case costruite accanto al convento ormai in rovina, quasi  del tutto scomparso e soprattutto vicino alla Stazione ferroviaria. Poi il paese è cominciato a crescere e sulle fondamenta del convento sono state costruite le abitazioni dei mirtesi. La frazione di Mirto nasce come piccolo paese intorno agli anni ’60, come comunità che si è man mano ingrandita grazie alle persone che scendevano alla marina dai paesi limitrofi, soprattutto quelli di montagna per la raccolta delle olive e vi sono restate essendoci condizioni di vita più buone, che ancora oggi, però hanno tanto bisogno di essere migliorate.

Mirto presenta, dunque, caratteristiche di tradizioni, usi e costumi variegati e radici d’identità e di fede in comune, perchè fondati e popolati dalla gente dei paesi del circondario che abbraccia un vasto territorio che va dall’entroterra montuoso della nostra bella Sila al litorale ionico.

Con la crescita della popolazione è nata l’esigenza di costruire case, infatti gli emigrati degli anni ’70 in Germania e in altri Paesi d'Europa hanno investito i frutti del loro lavoro e dei loro sacrifici in abitazioni, che risultano ancora oggi aperte solo nel periodo estivo.

Oggi Mirto è una piccola cittadina con quasi 10.000 abitanti. Il nome Mirto, molto probabilmente è stato attribuito per la presenza dell'arbusto nella flora locale.

L’ ambiente socio-culturale è medio-basso, è carente di sbocchi lavorativi, di servizi pubblici, come per es. gli ospedali, e non sempre valorizza le capacità e le competenze professionali, le qualità umane e culturali della nostra gente. Inoltre alcuni comuni della zona non sono nè facilmente né velocemente raggiungibili per l’inefficienza delle vie di comunicazione e perciò sono scarse le possibilità di sviluppo. Non mancano, tuttavia, libere iniziative imprenditoriali che sono piccoli semi di speranza, soprattutto nel settore terziario. Tra le realtà economiche più importanti troviamo: la pesca, frantoi oleari, aziende produttrici di miele e caseifici. Mirto è sede di un centro ARSSA, per l'allevamento del baco da seta e della sperimentazione di bioagricolture.

Nel mondo della Scuola si evidenzia una normale scolarizzazione dei discenti e un riconoscimento da parte della società civile dell’importanza dell’istruzione, per cui si delega ad essa il compito fondamentale della formazione delle giovanissime generazioni, in un mondo, purtroppo, sempre più povero di valori. Altre agenzie educative aiutano la scuola nel suo compito educativo: si sottolinea la riqualificazione della presenza degli oratori parrocchiali come luoghi educativi privilegiati di ritrovo.

L’incidenza turistica estiva è composta per lo più dai nostri emigrati che ritornano nel loro paese natio per le vacanze e dal turismo balneare che vede, in quel periodo il duplicarsi della popolazione. Si rilevano, altresì, preoccupanti disoccupazione e indigenza e si evidenzia una forte emigrazione per motivi di lavoro verso il Nord Italia; nel contempo si assiste al fenomeno dell’immigrazione irregolare di cittadini provenienti soprattutto da paesi dell’Est Europeo ed extraeuropei.

Inoltre, l’insufficienza di centri associativi e strutture ricreative per il tempo libero e per attività socializzanti e culturali, e le molteplici problematiche di disagio sociale per incertezze finanziarie e lavorative future, evidenziano il problema della micro-criminalità, del bullismo, della tossicodipendenza e della dispersione scolastica. Purtroppo ci sono famiglie le cui “fondamenta non poggiano sulla roccia” e si sgretolano e famiglie che non si formano, perché oggi i giovani anche dalle nostre parti preferiscono rimandare il matrimonio per mancanza di lavoro e di sicurezza economica per poter vivere il loro amore senza difficoltà.

Oltre a ciò, però, si deve riconoscere e valorizzare nella comunità tutto il patrimonio di esperienza culturale, civile e religiosa, di cui è ricca la realtà popolare e che si esprime con tradizioni che coinvolgono, per altro, svariati ambiti della vita sociale.

Da valorizzare gli itinerari turistico-culturali come il Castello di Mirto e le Torri di avvistamento che andrebbero restaurate, le Chiese e il lungomare Centofontane chiamato così per la presenza di una fontana, di 5 canali, detta "Centofontane". Questa zona in alcune cartine geografiche antiche viene indicata come luogo di approvvigionamento d'acqua dei carovanieri, poi, negli anni '40, fu costruita la fontana che raccoglieva l'acqua potabile di una sorgente sotterranea e costituiva la riserva d'acqua degli abitanti di Mirto. Inoltre la presenza di vasche indica che lì le massaie facevano il bucato. Oggi l'acqua non zampilla più come qualche decina di anni fa, poichè a causa delle numerose costruzioni nella zona, è stato deviato il corso delle falde acquifere nel sottosuolo e, a detta dei geologi locali, ciò si va a sommare ai problemi idrogeologici che Mirto presenta.

Oggi il paese si è esteso quasi unendosi a Crosia e agrumeti e uliveti a distesa fino al mare offrono ancora possibilità di sviluppo agricolo.

Mirto oggi è una realtà importante ed è il punto di riferimento di quasi tutti i centri minori della valle del Trionto.

Il Webmaster

Ascolta Kreusa, composto e eseguito da Gennaro Ruffolo e la sua formidabile fisarmonica

Ascolta Paise miu di Giuseppe Carrisi e Gennaro Ruffolo, compositori ed esecutori

Mirto - panorama

 

Mirto - Piazza Dante

Mirto - stazione ferroviaria

Mirto - Polizia municipale e sede Croce Rossa

Mirto - Oratorio "Divino Cuore di Gesù"

Mirto - Chiesa Divino Cuore di Gesù

Mirto - Piazza Madonna della Pace

Mirto - Scuola Primaria e dell'Infanzia "Via dell'Arte"

Mirto - Palateatro

Mirto - Il castello

Mirto - Piazza Rossa

Mirto - Via Nazionale

Mirto - Chiesa San Giovanni Battista

Mirto - Scuola Primaria e dell'Infanzia "Via del Sole"

Mirto - Lungomare Centofontane

Mirto - Delegazione comunale

Mirto - Scuola Secondaria di I grado "V. Padula"

Mirto - Scuola Secondaria di II grado "Don Milani"

Sorrenti - Chiesa San Francesco d'Assisi

Crosia - Chiesa della Pietà

Crosia - Piazza del popolo - Monumento ai caduti

Crosia - Chiesa San Michele Arcangelo